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Ribelli senza causa per la strada

rebels punk b-boy fly-g ultras rude- boy rasta mods united
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HOKUTO WAZA "SETE " www.myspace.com/hokutowaza06

HOKUTO WAZA “SETE” Ci sono molti modi di fare rap e hip hop. Il più facile e’ quello figlio di mtv, della banalizzazione di certi aspetti della vita, del voler ricalcare falsi miti. Purtroppo è quello che colpisce di più l’attenzione pubblica. Per fortuna chi vuole può oltrepassare l’apparenza ed esplorare “altri” territori dove i testi raccontano qualcosa; dove le musiche sono originali, non standardizzate; dove lo stile rappresenta la propria cultura e non “il ferro” o il muscolo. Questo e’ il (non) luogo dove gli HOKUTO WAZA, Ares & Moretti, hanno concepito il loro primo street bootleg “SETE”, scrivendo i testi delle dieci tracce. Si parte con un Intro, gli scratch di Bonz e le frasi “Il suono della strada/questo è l’ hip hop? col cazzo questa è guerra/ci auto produciamo come ai tempi delle posse” che racchiudono la filosofia HOKUTO WAZA. La canzone DIARIO DI UN SERIAL KILLER (ascoltabile su www.myspace.com/hokutowaza06) è ispirata liberamente a “Diario di un killer sentimentale” di L. Sepulveda, e racconta la giornata tipo di un professionista che svolge un lavoro come un altro; in FINO ALL’ULTIMO RESPIRO ci viene svelato il parallelo tra la vita intrappolata tra angosce e costrizioni sociali dell’individuo e quella di un uomo che si sveglia rinchiuso in una bara. Evidenti i riferimenti a E.A. Poe “Il sepolto vivo” e al recente Q. Tarantino in C.S.I. (Grave Danger). In questa canzone gli scratch di Bonz sono note che colpiscono allo stomaco, fantastici. Inizia FACCIA A FACCIA: si balla con la produzione drum and bass di Bonz mentre vola un intreccio di rime tra i due mc nel quale ognuno riprende, rielaborandole, frasi dell’altro. Nel ritornello viene ribadito che: “Hokuto Waza dai tuoi standard più distante, Hokuto Waza delle mode se ne sbatte...”. Con INCUBUS ascoltiamo l’ottima produzione di Pino 12, che campiona le musiche di Yann Tiersen. “Vorrei poter uscire un giorno da sto sogno che mi imprigiona come la tela di un ragno …“; il mondo non è favoloso come quello di Amelie perché dopo la sveglia la realtà spesso irrompe come incubi ad occhi aperti. In NERE CHIMERE è significativa l’intensità con cui viene cantato da Ares & Moretti ciò che sembra derivare direttamente dai loro vissuti e dai loro ideali; viene descritto il senso di smarrimento a cui si può cercare di dare una risposta solo ponendosi le domande giuste. La mia preferita ADESSO BASTA è un grido contro tutto quello che non sopportiamo più (compromessi, caste, illusioni, menzogne...) “sprecando fiato contro il fato, continuo a scrivere…“ un testo e una base incisiva “perché non si può più scavare, si deve cambiare il mondo”. COSCIENZA è un viaggio introspettivo alla ricerca della voce che spesso ci contraddice, ci tormenta e insiste con i suoi attenti al lupo; GIU’ IN PICCHIATA descrive un viaggio metaforico all’inferno senza fermata, perché conta il viaggio non la meta. Chiude il cd LACRIME DI SANGUE, in cui bonz graffia egregiamente i giradischi con puntine piu taglienti delle stelle ninja e Ares ci racconta che spesso assistiamo da spettatori alla messa in scena della vita, ma il confine tra commedia e tragedia è sottile quanto quello tra il bene e il male. Le basi sono state prodotte da dj Bonz (www.myspace.com/sleepbreakers.com) e da Pino 12 (www.myspace.com/nopius). Per richiedere il cd: grgrgrandeteam@yahoo.it o vai su www.myspace.com/hokutowaza06

Meeting of Style @ MESTRE

Dopo 5 fortunate edizioni a Padova e Mestre-Venezia che hanno regalato oltre 4500 mq di superfici dipinte tra cui muri di sottopassi, palestre, parcheggi, scuole e parchi, il Meeting of Styles ritorna a Mestre grazie all'interessamento di Urban-Code. Siamo riusciti a portare in città il più importante evento internazionale di graffiti tra Europa, Russia, Stati Uniti e America Latina in collaborazione con partner locali. Una fondazione che, con oltre 80 eventi in tutto il mondo ha attratto più di 150.000 spettatori. Nel 2009 il MOS sarà organizzato in 15 città di 13 nazioni diverse in 3 continenti: Grecia, Bulgaria, Germania, Svizzera, Irlanda, Polonia, Russia, Spagna, Canada, Stati Uniti, Messico, Brasile e Australia. In Italia quest'anno il luogo prescelto è il Parco Albanese della Bissuola, il cuore verde di Mestre. Il Parco Bissuola, fin dai primi anni 90, è stato punto di ritrovo di varie realtà giovanili della città, tra cui skaters e writers e vogliamo che continui ad esserlo. Per anni ci hanno dipinto i writers locali e Urban-Code rivendica quegli spazi, anche per le giovani generazioni di writers. Perchè l'evento Meeting of Styles sarà l'occasione di avere i migliori writers italiani che potranno lasciare il proprio segno sulle pareti della nostra città e riqualificare nuovamente le superfici dei muri. Vogliamo coinvolgere i cittadini, le associazioni e le istituzioni in un dibattito costruttivo sui temi degli spazi, del degrado cittadino e sul fallimento delle politiche di repressione. Il Meeting of Styles a Venezia sarà quindi un evento gratuito, aperto alla cittadinanza, occasione di festa e riflessione, incontro di persone e...incontro di stili: stili di lettere e illustrazioni prodotte in loco da una ricca selezione dei migliori writers italiani. Spazi delimitati, no free walls. Purtroppo non rispondiamo più alle richieste per dipingere, i muri sono tutti assegnati. Grazie per l'interesse che dimostrate verso il Meeting of Styles! Ospiti: Alfa, Allover, Axe, Bans, Bart, Basik, Beps, Blef, Boogie, Boost, Brul, Capo, Cento Canesio, Cemnoz (Germania), Clay, Clep Chen, Corn, Cyro, Curdo, Dab, Dado, Dask, Deva, Dosher, Dust1, Enko4, Etnik, Espok, Fra32, Font, Forma, Gafuck, Golem, Gon, Hate, Hemo, Hide, Hitnes, Hody, Iomo, Jasn, Jeans, Jeos, Joys, Kaya, Knore, Koes, Lion, Loathin', Made, Malosk, Mambo, Meth, Morki, Mosone, Mr Fijodor, Mr Pollo, Nemo's, Neo, Nolac, Onem, Orion, Oste, Peeta, Piove, Pom, Rambo, Rode, Rusty, Seil2, Sera, Shen, Sika, Skase, Skolp, Slog175, Sly, Sonik (Svizzera), Sparki, Spra, Sqon, Tobac, Tosh, Trota, Truba (Russia), Trun (Russia), Uez, Verbo, Weib79 (Germania), Wais (Russia), Wize, Wons, Wubik, Yama11, Yours (Germania), Zagor, Zampetta, Zor e molti altri. Domenica 25 ottobre ore 17 proiezione del documentario Bomb It! di Jon Reiss presso il Centro Civico al Parco della Bissuola. (era in programma per sabato 24, è stato spostato a domenica). Conferenza stampa di apertura: mercoledi 21 ottobre ore 12, Centro Civico Parco della Bissuola. QUI il comunicato stampa di Urban Code. Come raggiungerci: Treno: stazione ferroviaria di Mestre o di Venezia Santa Lucia. Auto: coordinate GPS per raggiungere il parco Albanese Bissuola: 45° 30.00 N - 012° 15.46 E. Parcheggi: via Casona, via Rielta, via Po, via Tevere. Autobus da Venezia: linee 12, 24 fermata via Casona; linea 12/ fermata via Bissuola; linee 4, 4/ fermata via Rielta. Autobus dal centro di Mestre: linee 4, 4/, 14, 15, fermata in via Rielta; linee 12, 13 fermata via Casona; linee 12/, 31, 32 fermata via Bissuola.

Meeting of Styles 2009

Gli orizzonti vivi contro la fallimentare propaganda di tristezza fautrice di ignorante repressione. Dal 23 al 25 Ottobre presso il Parco Albanese della Bissuola a Mestre (VE) si svolgerà il Meeting of Styles Italy 2009. Urban-Code ha riportato in città il più importante evento internazionale di graffiti tra Europa, Russia, Stati Uniti e America Latina. Fin dai primi anni 90 il Parco Albanese della Bissuola è stato punto di ritrovo di varie realtà giovanili della città, tra cui skaters e writers ed ora vogliamo che ritorni ad esserlo. Era l’unico luogo in città dove si poteva dipingere in libertà, per anni ci hanno dipinto alcuni writers locali (ora conosciuti anche all’estero, che hanno partecipato ai principali eventi di graffiti ricevendo numerosi riconoscimenti, e che sono apparsi in libri e riviste di arte contemporanea, moda, culture giovanili), che rivendicano gli spazi che gli erano stati assegnati, sia per se che per le giovani generazioni di writers. L’evento Meeting of Styles sarà occasione per avere i migliori writers italiani che potranno lasciare il loro segno sulle pareti della nostra città e riqualificare nuovamente le superfici dei muri. Urban Code intende agire la città contemporanea di Venezia promuovendo un “decoro vivo” che punta ad una reale riqualificazione della vita di quei luoghi. Talvolta diventa quasi una necessità intervenire per riqualificare, attuare percorsi di reale decoro in quei luoghi dove i vecchi moduli sono evidentemente falliti e appaiono come contenitori incapaci di rispecchiare la dignità della vita che li attraversa. Gli ambienti di uno dei più grandi e vivi parchi di Venezia, avranno la possibilità di interagire nuovamente con le persone che li attraversano quotidianamente. Lo scopo che ci prefiggiamo, tramite il Meeting of Styles, è quello di esporre alla cittadinanza quella che secondo noi è la vera natura di questa forma d’arte, il cui carattere essenziale è l’espressione spontanea sui supporti che offre la città. Questa spontaneità fa del writing, e dell’arte di strada in generale, una reale forma di attivismo sociale e forse artistico: dipingere le superfici dei treni o dei muri anonimi di città e periferie è un chiaro tentativo di evasione dall’alienazione che caratterizza la modernità, di ribellione rispetto all’omologazione dei segni e delle espressioni. Si tratta di un “arte” povera che lotta per rimanere tale, che trasforma di fatto l’alienazione in riflessione e rompe l’orizzonte di segni e linguaggi standardizzati e ripetuti; di conseguenza lo spirito del Meeting of Styles e di Urban Code va fermamente contro le politiche repressive nei confronti di chi pratica arte negli spazi pubblici. Utilizzando lo spauracchio del criminale si accetta di vivere continuamente osservati da occhi digitali di telecamere puntati su luoghi pubblici, dove tutto è controllato, tutto è registrato, e dove la spontaneità è punita. Il Meeting of Styles a Venezia è un evento gratuito e aperto alla cittadinanza, è occasione di festa e riflessione, incontro di persone e…incontro di stili: stili di lettere e illustrazioni prodotte in loco dai migliori writers italiani. Intendiamo promuovere una cultura VIVA che si propone di interagire con gli spazi e la gente che li attraversa, una riflessione che porti ad un agire critico e costruttivo, che crei attorno all’idea di riqualificazione reale dello spazio comune, un alternativa efficace alla propaganda di paura. CREDERE CHE SIA NECESSARIO REPRIME TALE FENOMENO É UN CHIARO SINTOMO DI POVERTÁ CULTURALE ED UN EVIDENTE INTENTO A PROMUOVERE UNA VITA ALIENANTE DOVE L’ORIZZONTE DELL’AGIRE CRITICO E RIFLESSIVO NON É CONSENTITO. www.urban-code.it - www.meetingofstyles.com

senti come suona ottobre/novembre 2009: ITALIA WAVE FESTIVAL @ Livorno luglio 2009

Dopo l'infelice esperienza fiorentina e gli anni gloriosi di Arezzo, l'Italia Wave Love Festival, uno degli eventi piu’ importanti d’Europa, è a Livorno per il secondo anno consecutivo….In quattro aree diverse della citta’ si sono svolti eventi musicali, di teatro, comics e altro. 
Il cartellone musicale era vastissimo, la leggendaria band tedesca dei Kraftwerk,Aphex Twin,Placebo, Bandabardò, Marta sui tubi, Dente,Calibro 35,Offlaga discopax , Luci della centrale elettrica, Tonino Carotone e molti altri.
Altra novità della kermesse di quest'edizione 2009 la possibilità ,anche per chi non era a Livorno, di seguire tutto il festival in diretta esclusiva sul nuovo canale Rai music collegandosi alla pagina italiawave.rai.it. Scorrendo i nomi del menu proposto da Italia Wave , quasi tutti avrebbero assegnato il ruolo di piatto forte ai Placebo. Eppure, la vasta arena messa a disposizione alla band britannica – lo stadio Armando Picchi – non ha certo registrato il prevedibile tutto esaurito: non oltre le 5.000 presenze, una desolazione vedere lo stadio di Livorno vecchio,decrepito e con poca gente. Protagonista principale del concerto dei Placebo è stato il recente “Battle For The Sun”; clamorosa, da profano, l’assenza del classicone “Pure Morning”. I fan erano in delirio, incantati dalla voce sciamanica di Molko, ma la ricerca della perfezione soffoca quella sporca e ruvida genuinità che ogni rito rock dovrebbe avere. In un concerto, nel complesso, monotono, l’unico sussulto è un insulto gridato dal leader dei Placebo al premier e alle sue televisioni.Piacevole sorpresa del sabato mattina nell’ area PSYCHO STAGE, situata in una zona in pineta a ridosso del mare, sono stati i MONOTYPE e la loro drum and bass suonata con veri strumenti: (http://www.myspace.com/entrymonotype2). “Sembrano riemergere i ritmi sincopati e incalzanti della jungle dei primi anni ‘90 , un sound internazionale rafforzato dalla scelta della lingua inglese. Chitarre disciolte nell’acido dell’elettronica: sicuramente marchio di fabbrica del quartetto calabrese.” Al pomeriggio gli Offlaga Disco Pax partono nel Main Stage con la sigla dell’eurovisione : Max Collini (voce e testi), Enrico Fontanelli (basso e tastiere) e Daniele Carretti (chitarra e basso), accompagnati dal trio d'archi italo-francese Ginko Narayana. Nonostante la staticità della loro presenza scenica, che in un palco enorme come quello del ItaliaWave poteva rappresentare un handicap, i tre Offlaga invece hanno conquistato il pubblico grazie alla forza dei loro pezzi, con quelle storie di vita vera, talvolta esilaranti, su tutte "Dove ho messo la Golf?" o la tanto amata, dal mio compare Broet , “ROBESPIERRE”. Circa 20.000 persone riempiono lo stadio alla sera del sabato , dato che il cartellone propone due nomi che non possono lasciare indifferenti: Kraftwerk e Aphex Twin, buona parte della storia della musica elettronica. Se i quattro di Düsseldorf hanno presentato al mondo le sonorità sintetiche, il buon Richard D. James, durante gli ultimi vent'anni, le ha plasmate in tutti i modi immaginabili (e non) andando oltre ogni genere e possibilità. Insomma, i maestri e il migliore degli allievi.

Quando salgono sul palco, allestito con la consueta dedizione geometrica, minimale e germanica, i Kraftwerk danno subito dimostrazione della propria personalità e del loro approccio musicale. Si passa attraverso quasi quarant'anni di repertorio sempre attuale. Vedere dal vivo la band tedesca è un vero evento, non solo perché fa un certo effetto trovarsi di fronte i "padri" della musica elettronica moderna, ma anche perché lo spettacolo è di prim’ordine, con un muro di led che sta alle spalle dei quattro (proponendo immagini in tema con i pezzi eseguiti)e una scenografia che definire pulita ed essenziale è dir poco. Scaletta classica, rodata, con rarissimi aggiustamenti e qualche impercettibile modifica "tech house" ogni tanto :Man Machine in apertura, Tour De France, Autobahn, Numbers, Vitamin, Aero dynamik, Computer Love, Computer World, Home Computer, The Model, The Robots, Schaufensterpuppen, Radioactivity (esecuzione da brividi!!!), Trans Europe Express, Music Non Stop, Super Human Being (Quando il vocoder era un vocoder serio). I Kraftwerk, ad ogni modo, non esistono più, questo è bene dirlo. Forse c'è il Kraftwerk, uno. Due al massimo. Ma, forse, e’ sempre stato così. Ralf tiene in piedi la baracca con surrogati (in carne ed ossa), probabilmente cloni del suo “pensiero” artistico. Lui ha 60 anni e quello a fianco sembra suo figlio. Ma le apparenze a volte ingannano: ogni canzone e’ un classico della musica contemporanea e la folla apprezza scatenandosi in danze più o meno ritmate. Il concetto di musicista è azzerato (o esaltato?) e la parte visiva, decisamente vintage e minimale, riesce a prendersi la scena come se fossimo davanti ad una performance. "We're functioning automatik, And we are dancing mechanik, We are the robots".. Aero Dynamik e Vitamin sono gemme di pura bellezza. Radioativity ci ammalia tutti. Il laptop set di Aphex Twin perde la teatralità lasciatagli in eredità: un unico protagonista in un enorme palco con la sola compagnia di due muri di casse. Ci si può immaginare un concerto di Aphex Twin? La risposta è NO. Hai davanti un tipo che va per i quaranta che negli ultimi venti anni ha fatto di tutto. È il maestro dell'ambient, il re dell'acido, il principe della techno, uno dei padri della drill'n'bass e del noise. C'è troppo da poter proporre e bisogna studiare come farlo. Aphex però non ha problemi a capire cosa si trova davanti. Passando tra pezzi irriconoscibili e grandi classici, il genio di Limerick alterna di tutto un po'. Esagera forse troppo con tempo, rumori e volumi in alcune parti in cui si ha l'impressione di essere nel bel mezzo di un rave, ma gli stacchi sono impeccabili. Aphex è in grado di mixare l'hardcore e la drum'n'bass con l'ambient in maniera magistrale. Ci spara addosso un pioggia di note, ci fa andare oltre ogni possibilità di comprensione. Il fondamentalismo di questo terrorista sonoro, sicuramente da apprezzare,demolisce ogni nostra facoltà fisica ed intellettiva.La domenica dopo un tuffo rigeneratore nel mare livornese torniamo nello PSYCHO stage e ci lasciamo cullare dal pop stralunato e romantico di Giuseppe Peveri alias DENTE.Personaggio , che duetta col pubblico in deliranti e surreali siparietti prima di ogni brano; le sue canzoni miscelano arrangiamenti lo-fi, accostabili al mondo di Badly Drawn Boy o Kings of Convenience, e sono di una semplicità disarmante. Eppure così autoironiche e piacevoli;Un concerto che attendevo particolarmente e’ quello dei CALIBRO 35 che sono:Massimo Martellotta (Stewart Copeland, Eugenio Finardi, Mauro Pagani) alle chitarre e alle lapsteel, Enrico Gabrielli (Afterhours, Mariposa, Morgan) su organi e fiati, Fabio Rondanini (Pino Marino, Roberto Angelini, Collettivo Angelo Mai) alla batteria, Luca Cavina (Transgender, Lindo Ferretti, Beatrice Antolini) al basso elettrico e Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand, Arto Lindsay) ai controlli in regia. A pochi mesi dall’uscita dell’omonimo“Calibro 35″ (www.cinedelic.com) e dopo due anni di concerti la band milanese è incredibilmente già diventata fenomeno di culto. I temi suonati sono quelli dei grandi maestri delle colonne sonore italiane, il tutto riarrangiato, attualizzato e improvvisato mantenendo vivo lo spirito Sixties.:chitarre fuzz, organi distorti, bassi ipnotici e funky grooves riempiono l’atmosfera.La selezione comprende temi famosi e tracce più oscure: dal classico di Morricone ” Indagine su un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto “ al tema di Micalizzi per “ Italia a Mano Armata”, da “Milano Calibro9” di Luis Bacalov alla più sperimentale “Giornata Nera per l’Ariete”, sempre di Morricone.Al pomeriggio non c’e’ un posto libero nello Psycho stage per il live di Antonio de la Cuesta diventato Tonino Carotone (in omaggio al nostro Carosone) dopo essere stato per la prima volta in Italia nel 1995. La sua musica viaggia sul solco di una riscoperta del folklore, di un retrogusto popolare di cui non solo la musica si nutre e vive, ma da cui arte in genere e spettacolo hanno sempre tratto sostentamento.Un live che è a metà tra world music, son cubano e patchanka, una voce che ricorda tanto il blues, dotata di quel gusto dannato che tanto affascina e coinvolge.“Ciao mortali!” è suonato in maniera egregia , piace sin dalle prime battute,“De vuelt apor Buenos Aires” ha il sapore di una cultura lontana, d’atmosfere alcoliche e passionali. Con 'Tu vo fa l'americano." Tony è al massimo, irrefrenabile; continua con successi italiani, tra cui una versione ska-reggae di "Sapore di sale" (cantata in itagnolo!!) .Oltre 60.000 persone in 4 giorni, più di 130 eventi in quattro aree di spettacolo, registrati oltre 1.100 ospiti nell'area attrezzata a campeggio nonche’ il tutto esaurito negli alberghi della citta’, e a conclusione del festival, Michael Lang, organizzatore di Woodstock e ospite di Italia Wave per un inedito incontro con il pubblico sul mitico raduno del 1969, ha accettato di entrare a far parte dell'Advisory board della Fondazione Arezzo Wave Italia, l'ente no profit che organizza Italia Wave e che dal 2002 lavora a supporto dei nuovi talenti emergenti in Italia e all'estero. È il primo bilancio, del tutto positivo, che da il senso, e la portata, di Italia Wave 2009, festival di musica, letteratura, cinema, teatro, comics e sport che ha pacificamente invaso la città di Livorno per quattro giorni dal 16 al 19 di luglio 2009.

dj Pandaj @ zona 13 studio session download gratuito

dj pandaj @ zona 13 studio session dj pandaj nell'estate 2009 confeziona circa 40 minuti di brani in bilico tra funk, hip hop , old school e turntablism, ospite speciale nello studio della crew milanese zona 13 https://www.yousendit.com/download/ZW9CckhUaytubHl4dnc9PQ

TRONICA Music Festival Festival di Musica e Arti Elettroniche ogni giovedi' di ottobre @ Sartea -Vicenza-

TRONICA Music Festival Festival di Musica e Arti Elettroniche Ogni Giovedì di Ottobre @ Sartea Da quest'anno Global Beat - http://www.myspace.com/globalbeatevent - avrà il piacere di organizzare a Sartea la prima edizione di un festival legato al mondo della musica e delle arti elettroniche applicate. Il festival sarà composto da due differenti situazioni. Una legata alle esibizioni live di artisti internazionali ed italiani, un'altra invece dedicata a dei workshop legati alle produzioni audio e l'interazione audio/video. ARTISTI Giovedì 8 Ottobre Pentole & Computer http://www.myspace.com/pentolecomputer Progetto di Marco Messina (manipolatore 99 Posse) e Gennaro de Rosa (batterista e percussionista Mandara e Parto Nuvole Pesanti). Un nome di suggestioni e richiami, accostamenti curiosi e ambizioni, che ben rappresenta, con la sua originalità, un’operazione estremamente attuale, simbolica ed esemplare. Quotes “…un trionfo della contaminazione, l’elevazione agli onori degli altari del concetto di crossover, un nuovo linguaggio sonoro che sublima il concetto di creatività. Tutto questo è il frutto dell’incontro di due spiriti realmente liberi…” (ROCKIT-Report Live) Giovedì 15 Ottobre Jahbitat + No Domain Visual http://www.myspace.com/jahbitat | http://visuals.no-domain.com Una performance live fatta di improvvisazioni meditative guidate attraverso armonie vocali, campanelle, battiti, delay e suoni sintetizzati. Tutti alla ricerca del loro posto come fossero rocce multicolore in una montagna di suoni in costante mutamento. NO DOMAIN La grafica incontra la videoart, videoart incontra l'illustrazione l'illustrazione incontra l'animazione l'animazione incontra la sperimentazione, la sperimentazione incontra una nazione.. ma..quale nazione? No Domain è un colletivo di artisti con base a Barcellona. I loro lavori spaziano dalla pubblicità (Nike, Adidas, Mtv) all'illustrazione pubblicitaria, vinili, corporate ID, video musicali, pubblicitari e live visual (tra i tanti hanno collaborato con LCD Soundsystem, Dj Krush, il Sonar dal 2004 al 2006). Giovedì 22 Ottobre Nosaj Thing http://www.myspace.com/nosajthing Nosaj Thing è oggi, senza dubbio, uno tra i migliori musicisti della scena di Los Angeles. I suoi paesaggi elettronici mischiati ai bassi pieni delle linee di basso e delle batterie colpiscono direttamente l'anima e la mente dell'ascoltatore. Una perfetta commistione tra melodia e sperimentazione. Il suo album "Drift" appena uscito è stato dichiarato miglior album di Los Angeles del 2009 dall' L.A. Weekly Quotes "L.A.-based producer Nosaj Thing pits gritty electronics against sultry hip-hop undertones– and the two worlds meet with a surprising smoothness. This is one producer worth keeping an eye on." -- XLR8R "Nosaj creates chilling ambiance through moody, chest rattling beats. His live sets are buttery streams of audio bliss, sparking the nodding of heads...Nosaj Thing is the new generation of prognostic producer and beastly freestyle beat conductor... Enjoy!" -- URB Magazine Giovedì 29 Ottobre SPECIAL GUEST Lazer Sword http://www.myspace.com/lazersword Dopo aver aperto come spalla per MSTRKRFT, Flying Lotus, Kid606, ora i Lazer Sword avranno uno show tutto per loro al Fabric di Londra. Un micidiale mash-up di rap, electro, dubstep e grime in uno show ad alto tasso di improvvisazione. Loro stessi definiscono la loro musica come surfare diretti per la discesa di un vulcano. WORKSHOP Il collettivo ABUSERS - http://www.myspace.com/abusers - riunisce dj, musicisti e artisti visivi attivi nell'elaborazione elettronica di suono e video. Da diversi anni il collettivo ABUSERS è attivo sul territorio Veneto, in rete con enti locali e con diverse associazioni culturali, nell'organizzazione e nella partecipazione ad eventi e occasioni formative collocabili nel panorama della produzione artistica contemporanea. Tra i più recenti eventi che hanno visto il collettivo coinvolto si ricorda: Me[s]tropolitan 2008, Venetian Industries 2008, Veniceurope 2008, Nu Fest 2008 e 2009, Empty.net Festival 2008, Altavoz 2008, Semifinali Elettrowave per progetti Audio/Video 2009, TconZero 2009, Aperitivi al Museo Guggenheim di Venezia 2009, Notte Bianca Comune di Schio 2008-2009, Biennale 2009- eventi collaterali . Il collettivo ABUSERS propone all'interno dell’evento Tronica Music Festival i seguenti incontri laboratoriali, della durata di 3 ore ciascuno: Audiomulch: piattaforma software per la sintesi, la rielaborazione e la manipolazione del suono in tempo reale. Hunting Sound: generazione di segnali audio da fonti inusuali; dal No-Fi al Lo-Fi passando tra manopole, circuit bending e microfoni. Intravideo: metodologia della generazione di immagini in contesti live, dalla creazione del loop video agli esperimenti di sincronizzazione con l'audio. INFO & CONTATTI Filippo Mursia Cell | 349 - 3774570 Mail | filippo.mursia@gmail.com BIO Global Beat Get Beat organizza eventi legati principalmente al mondo della musica e delle arti elettroniche. Voluta e creata nel 2003 da Filippo Mursia, vuole diffondere una cultura musicale in cui assume sempre più spazio la performance live. In questi anni Global Beat ha realizzato numerosi eventi coinvolgendo artisti nazionali ed internazionali. Il coronamento di Global Beat è avvenuto nell'Ottobre 2008, grazie alla chiamata da parte dell'Ambasciata Italiana in Angola per l'organizzazione di un evento durante "La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo" a Luanda. Sono proseguite poi molte altre collaborazioni con aziende quali Inglesina (GranTurismo Dj Set @ Salone del Mobile di Milano), Transit (colonna sonora della sfilate Autunno/Inverno 07/08 e 08/09), Misis Gioelli (Colonna Sonora e proiezioni video per la presentazione della collezione 07/08), Volta Shoes (presentazione Volta Shoes @ Volta Showroom con live set di Daedelus & Daddy Kev), Fondazione d'Arte Vignato (I Volti della Rabbia, rassegna musicale e spray art all'interno del Festival Biblico '09).

DISCONNECT FESTIVAL

disco_nnect _moving_people_off-line_ Venezia, 22 luglio 2009. Radical Diversity è lieta di presentare un nuovo ed inedito episodio di disco_nnect, nome da sempre sinonimo del clubbing italiano più innovativo che, nei giorni del 4 e 5 settembre 2009, trasformerà gli evocativi spazi di Forte Marghera, a Venezia, in una delle kermesse musicali più originali e suggestive dell’estate 2009. L’evento è patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Venezia e si svolge in concomitanza con la 66esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in programma al Lido dal 2 al 12 settembre prossimi e la 53esima edizione della Biennale di arte contemporanea. Tra i primi grandi nomi degli artisti confermati, tutti Unica data italiana, che animeranno le due giornate del disco_nnect festival ci saranno: James Murphy & Pat Mahoney (LCD Soundsystem Live Disco set), ROYKSOPP, A CERTAIN RATIO, FUJIYA AND MIYAGI e THE GLIMMERS DISKO DRUNKARDS. Arrivano a disco_nnect il duo James Murphy & Pat Mahoney (LCD Soundsystem Disco Set) che a dieci anni di distanza dal loro primo incontro, ed un infinito numero di collaborazioni musicali fatte assieme, proporranno per l’occasione il loro originale progetto “Special Disco Version” termine old fashion che stà ad indicare l’attuale remix di brani musicali suonati nei club, in riferimento al profondo spirito Dj che anima e lega il geniale duo newyorkese. Finalmente tornano in Italia i Royksopp, amatissimo electro pop duo norvegese che ha scritto la storia dell’elettronica di questi ultimi anni, che presenterà in esclusiva al disco_nnect il nuovo album “Junior”, già in vetta alle classifiche di mezzo mondo. Altro evento esclusivo del festival sarà l’attesissimo ritorno in Italia degli A Certain Ratio, band seminale della Factory records di Manchester, che presenterà il nuovo “Mind Made Up”, creatori del punk-funk sound, grandi precorritori ed ispiratori di band come Lcd soundsystem e the Rapture. Fujiya and Miyagi che nonostante il nome giapponese, sono un quartetto di Brighton, oramai molto famoso anche in Italia presenteranno l’ultimo capolavoro electro-pop “Lightbulbs”. The Glimmers Disko Drunkards è il nuovissimo progetto dal vivo dei Glimmers, celebre electro duo belga, che accompagnato da una vera e propria band presenterà in esclusiva italiana per la prima volta i brani del nuovo album in uscita in autunno su K7!. Il meglio della scena elettro pop internazionale, in data unica, in esclusiva, al disco_nnect, assolutamente da non perdere. Tra gli altri artisti che si esibiranno al festival ci sono: Christian “Bugo” Bugatti, il cantautore piemontese da dieci anni presente e attivo nel panorama musicale con ben otto diversi lavori, dopo il suo ultimo album “Contatti” un cortocircuito tra melodie funky e ritmi elettro pop, masterpiece del 2008 prodotto assieme a Stefano Fontana in arte Stylophonic. Tra gli altri artisti che si esibiranno al festival ci sono: Little Dragon, quattro “compagni di scuola” di Goteborg, più volte equiparati, per il loro sound, alle nordiche sonorità di Bjork e Kate Bush, ma con un animo musicale decisamente più soul and 80s. Ebony Bones, creature musicali tra personaggi dei cartoni animati, regine del carnevale e guerrieri africani; propongono un genere musicale tra il Punk e l’Afrobeat: semplicemente esplosivi! Poi ancora Esser, Modernaire, Principles of Geometry, Panico e molti altri artisti tra band e Dj che si esibiranno nei palchi del disco_nnect. L’organizzazione del festival e’ in collaborazione con Live in Italy ed il Wah Wah Club di Venezia. Press office disco_nnect: Nicola Machetti / +44 (0)751 678 11 00 / +33 333 66 34 266 / nicola@disconnectfestival.com Laura Lotti / +44 (0)750 628 66 24 / laura@disconnectfestival.com MUSIC FESTIVAL Media Partners di disco_nnect festival sono: Nokia Trends Lab, Mtv Mobile, Rolling Stone, Zero, Rodeo, Hot, Indie Rock, Vitaminic, Ondarock, Troublezine, LastFm, SamuraiFm e FuoriBiennale. Sponsor del festival sono: Franklin & Marshall, Rizla, Bacardi, AmazonLife e Redbull. Adesso disco_nnect esce all’aperto, oltre i confini sonori dei club per divenire un festival musicale con lo scopo di creare una sinergia tra arte, musica e cultura, qui la connessione dei diversi linguaggi espressivi crea un cortocircuito musicale: disconnettersi e riconnettersi per creare un’esperienza unica ed irripetibile. disco_nnect è in continua evoluzione e, in un’era in cui la crescente digitalizzazione delle identità ha reso l’essere umano sempre più virtuale – sia nella sfera dei propri rapporti umani sia nella maniera con cui interagisce con altre identità on-line – la ragione del festival è riportare le persone a vivere un’esperienza sonora radicalmente off-line ed incontrarsi, almeno per i due giorni della kermesse, dimostrando che le comunità sono ancora fatte di carne e sangue non solo di bytes. disco_nnect: Esperienze Sonore tra identita’ digitali e corpi off-line I prezzi di ingresso sono 40 euro per i due giorni del festival e 25 euro per un solo giorno, costo di prevendite 2.5 euro sia sull’ingresso per i due giorni che per la singola giornata su www.ticketone.it Connect to disco_nnect : >> www.disconnectfestival.com >> www.twitter.com/disco_nnect >> www.lastfm.it/user/disconnectfest >> www.myspace.com/disconnectfestival >> http://my.zero.eu/partners/disconnectfestival Press office disco_nnect: Nicola Machetti / +44 (0)751 678 11 00 / +33 333 66 34 266 / nicola@disconnectfestival.com Laura Lotti / +44 (0)750 628 66 24 / laura@disconnectfestival.com

Senti come suona agosto-settembre 2009 per La Stanzetta:SONAR de DIA giugno 2009 @ Barcelona

Torno a parlarvi del Sonar, il festival internacional de musica avancada i art multimedia de Barcelona. L’edizione 2009 e’ la sedicesima e rispetto agli anni precedenti presenta per i media, un cartellone all’ apparenza meno entusiasmante ma pieno di “next big thing“ e personaggi conosciuti ma ai molti invisibili. E’ il terzo anno consecutivo che vado al Sonar, e continuo a celebrare la bellezza del SONAR DE DIA…evento che si svolge in 3 giorni (18/20 giugno) all’interno del MACBA di Barcelona dalle 13 alle 21. Il festival non delude mai, almeno sotto alcuni aspetti. Non delude dal punto di vista organizzativo, non delude dal punto di vista degli impianti audio che garantiscono, come ormai succede da anni, un perfetto ascolto sia in spazi chiusi che all’aperto. Non delude dal punto di vista del pubblico: dancefloor sempre pieni e atmosfera festosa lontana da ogni tipo di ostilità. Uno spettacolo. Nel Sonar de Dia ci sono fondamentalmente quattro strutture che ospitano gli eventi, escluse le installazioni e le mostre (molto bella quella di quest’anno all’ultimo piano del museo, sul cinema spagnolo anni ‘80): il Sonar Village, che è fondamentalmente un praticello di plastica con alberi veri dove ci si gode allegramente musica mixata da vari dj e una surreale atmosfera da colazione sull’erba elettronica, il Sonar Complex, una chiesa sconsacrata, la Sonar Hall, una grossa hall sotterranea e il Sonar Dome, un tendone che ospita musica live. Splendida è stata l’esibizione di The Wizard che, di fatto, ha aperto l’intera manifestazione, non molte persone si sono accorte che quel “vecchietto” che pompava l’hip hop old school alle 4 del pomeriggio era Jeff mills. Pomeriggio caldo e main stage pieno di gente nonostante fosse solo la prima giornata. Quattro piatti che vanno e vengono per un set old-school da brividi. Ci passa davanti tutta la storia della musica: i ghetti, Detroit, Chicago, la disco e l’italodisco, la Metroplex, la Trax e via dicendo, un vero guru per gli appassionati di techno (e non solo), un nome d’arte che acquisisce un senso quando lo si vede mixare con nonchalance che ha dell’ incredibile su quattro piatti - rigorosamente vinile - per due ore consecutive, senza pausa, e proponendo al pubblico una straordinaria selezione anni 80, che spaziava dalla prima techno per contaminarsi con l’hip hop e la new wave. Il risultato, sommato all’erbetta di plastica su cui sdraiarsi o ballare, era decisamente fuori dall’ordinario. Curiosi dell’italianita’ di Cècile, il dj di stanza a Milano – già al lavoro con Bob Rifo e apparso sulla compilation di Steve Aoki con il remix del brano di Bugo, "La Mano mia" – corriamo nello spazio Redbull per gustarci l’ottima esibizione e il pubblico in delirio per una selezione 90’s a spasso con le sonorita’ electro-beach attuali. A soli ventidue anni Cécile è uno dei giovani più promettenti del panorama musicale elettronico italiano.
Formazione classica, gusti eclettici e talento in abbondanza i segni distintivi. Molto piu’ stiloso e originale dei Crookers di scena alla notte. Di assoluto livello anche lo show di Luomo e Jake Shears che passano in rassegna buona parte di Convivial, ultimo lavoro del tedesco, in una versione live davvero trascinante. La seconda giornata del Sonar 2009 comincia presto, con Mark Jones che ha contribuito al lavoro di Royksopp, Propellerheads e Les Rythmes Digitales. Sonorità ibride, dall’ambient all’hip hop scaldano il praticello. A seguire, gli Young Fathers ci trascinano, con acconciature, suoni e abbigliamento, in un’epoca che attinge agli anni ‘70 a piene mani. Nel Sonar Village BUSY P sta facendo la predica a qualche migliaio di figuri. Il francese fa il francese, se la canta e se la suona mentre gli altri se la ballano di brutto. Non mi colpisce piu’ di tanto, tocca ad Agoria che per fortuna francesizza un pò meno e fa andare l'impianto. Cambiamo completamente genere con The Bomb Squad che sono team di produttori musicali e beatmaker statunitensi i cui membri originali furono Chuck D, Hank Shocklee, Keith Shocklee, Eric "Vietnam" Sadler, mentre nel 1994, si sono uniti anche Easy Mo Bee, Gary G-Wiz, Sleek, Panic. La loro musica generalmente consiste in linee molto dense di musica hip hop tipica delle jam, campionamenti di voce e chitarre rock. Il gruppo inoltre è particolarmente famoso per aver lavorato con i Public Enemy, ma oltre a questo, vanno menzionate le collaborazioni con artisti di primo piano della scena hip hop come il rapper Ice Cube e il gruppo rock gallese Manic Street Preachers. Hanno inoltre prodotto alcune tracce per il gruppo new jack-hip hop Bell Biv Devoe. Il dub step generato dal loro soundsystem potrebbe essere il leit motiv di questo Sonar…molti hanno provato a copiare il suono dei bassi generato dai due rappresentanti della Bombsquad ovvero Hank Shocklee & Keith Shocklee ma nessuno ci e’ andato neanche vicino.. Nel tendone del SonarDome, ci godiamo un live dell’ensemble Mulatu Astatke and The Heliocentrics. La qualità e l’empatia che regalano le sue esibizioni live sono impagabili, soprattutto se l’esecuzione è affidata a strumentisti d’eccezione. Se riuscite ad immaginare come può essere una fusione di funk, jazz, hip hop, musiche tradizionali etiopiche e psych rock, allora forse avrete un idea del tipo di esibizione cui ho assistito. Ritmo coinvolgente, improvvisazioni di tromba, sax, xilofono, violoncello, percussioni coinvolgenti e ipnotiche. Il tutto per una grande esperienza sonora. Il debutto di Ebony Bones, al secolo Ebony Thomas, è col botto. “Bone of my Bones” è infatti un’esplosione di energia pura, un viaggio caotico e veloce attraverso generi musicali diametralmente opposti. Si è infatti catturati in un vortice di musica pop, dance, elettronica, punk e si rimane letteralmente senza fiato.
Quest’energia, senza dubbio punto di forza dell’album in quanto ti lascia inchiodato alla sedia nella piena incredulità, è anche un forte limite al primo ascolto. Si rischia infatti di apprezzare il singolo pezzo (e potenzialmente tutti sarebbero ottimi singoli), ma alla lunga ci si sente ubriachi di suoni.
Un lavoro coraggioso, innovativo, dai ritmi serrati e dai testi claustrofobici e di critica sociale, basti solo pensare al titolo della canzone “In G.O.D We Trust (Gold, Oil & Drugs)”. Ottimi anche gli arrangiamenti, che se ai più suoneranno “da club”, in realtà nascondono un bel lavoro e una minuzia accattivante.
“Bone of my Bones” è una nave colorata, capitanata dalla cantautrice ed attrice inglese con fierezza, grinta e una sana dose d’astrattismo, che rende questo lavoro dalle mille sfaccettature interessante. Alle 19:30 ci si sposta nel SonarComplex, chiesa non consacrata, dalla capienza di 300 persone, dove si esibisce Filastine. I più attenti ai movimenti di protesta degli anni ‘90 e 2000 sanno bene di chi si tratta. Questo artista, che si fa accompagnare da una violoncellista e da una vocalist - per una parte dell’esibizione, almeno - è stato coinvolto in maniera significativa dal movimento no global. Era a Seattle, era a Genova. La performance è accompagnata da installazioni video che hanno strettamente a che vedere con l’impegno sociale di Filastine, che si presenta vestito da sacerdote postmoderno accompagnato da una croce proiettata alle sue spalle e ricavata dalle immagini dei countown video. Quel che si sente è un mix di stili, che attinge a piene mani alla tradizione balcanica e a quella di Bollywood, con Filastine che si esibisce live, oltreché nel mixing, anche nell’esecuzione di basi con percussioni, drum machine e persino con un iphone. Le videoinstallazioni mostrano immagini di scontri e proteste, il WTO a Seattle, il G8 a Genova, e si arricchiscono di animazioni che illustrano, per esempio, la situazione palestinese. Un grande momento di musica, videoarte e - perché no - impegno sociale. Non mi era mai successo di vedere un artista a fine esibizione, correre fuori dal complesso a chiedere scusa a tutte le persone che non erano riuscite ad assistere al live per la limitata capienza. Il migliore del Sonar de Dia assieme a Omar Souleyman che è una leggenda della musica siriana. Nel suo live ci sono percussioni, voce nasale, darbuka, oud, ecc., ma anche tastiere con phaser, casse dritte, atmosfere sognanti e refrain in puro stile pop. Un miscuglio allucinante, incalzante, di suoni tradizionali, bouzouki, sintetizzatore e ritmi dance garantisce un ottimo livello a tratti psichedelico: jihadi techno. Alle sue spalle, l'emblematica figura del poeta rimane silente e, di tanto in tanto, sussurra qualcosa alle orecchie di Souleyman, quasi a volere suggerire i testi per noi così affascinanti ed oscuri.

Il tastierista adopera il suo strumento come una serratissima drum machine, creando battiti che per noi occidentali sono abituali, ma tessendo melodie assolutamente stravaganti che vengono immediatamente seguite dall'oud, la chitarra araba dal suono tagliente.
 La cosa più impressionante del Sonar è la quantità di persone e di umanità varia che vi si incontra pacificamente e con la sola voglia di condividere la propria esperienza musicale e artistica. Mi sembra un chiaro messaggio a tutte quelle manifestazioni regionali e nazionali, spesso senza sapore, che si rifanno a varie identita’ strettamente locali chiudendosi di fatto in una gabbia.

SONAR 2009

QUI puoi trovare tutti i video del SONAR @ Barcelona 20009 : http://www.youtube.com/user/strifu27 le foto invece sono qui : http://www.flickr.com/photos/strifu/
 

Andrea Strifu Striuli

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